Lezione 2

MATERIALI DIDATTICI E GRAMMATICA RUSSA

Per cominciare ad approcciarsi alla lingua russa, è senz’altro necessario avere un dizionario. Io ho il Kovalev, ed è molto buono. Riguardo ai libri di grammatica, il primo “bigino” che acquistai fu “Grammatica russa facile” di Anjuta Gancikov, edizioni Avallardi. Si tratta di un libro piccolo e molto funzionale, perché spiega in breve tutti gli aspetti della grammatica russa. Naturalmente, esistono migliaia di opzioni su questo genere. Consiglio comunque per cominciare un libro di grammatica che dia una panoramica generale e non troppo approfondita, in modo da iniziare a farsi un’idea (per entrare nello specifico c’è tempo!).
Cominciamo a vedere gli aspetti basilari della grammatica russa:
1) NON ESISTONO GLI ARTICOLI
Nella lingua russa non hanno gli articoli, e questo è il motivo per cui, quando imitiamo un russo che parla italiano, parliamo senza articoli- si tratta dell’errore più comune dei russi, quello di ometterli totalmente oppure di confondere l’articolo determinativo con quello indeterminativo, proprio perché nella loro lingua non li hanno.
A noi italiani occorre dimenticare del tutto gli articoli se vogliamo parlare russo. Questa è una delle poche semplificazioni che dobbiamo fare per imparare la lingua. Non cantate vittoria, il resto è tutt’altro che semplice!
2) NON ESISTE IL VERBO ESSERE AL PRESENTE
Su questo ho già fatto cenno in un precedente post. E’ una straordinaria curiosità della lingua russa, quella di non usare la forma verbale dell’essere al presente, pare assurda e primitiva, in realtà secondo me nasconde una visione profonda e filosofica del mondo, per cui l’attimo presente è indicibile perché, non appena pronunciato, è già sparito, sprofondando nel passato. Grammaticalmente parlando, in russo per dire: “io sono Giovanni” diremo “io- Giovanni” (il segno – , cioè il trattino, serve a sostituire il verbo), e così via per dire “egli è felice” diremo “egli- felice” e così via. Naturalmente possiamo usare altri verbi per esprimere concetti molto simili a quello dell'”essere”, ma con sfumature leggermente diverse. Un verbo sostitutivo da usare al presente è существовать, che significa “esistere”; un altro, являться , significa “essere” nel senso di “rappresentare”, “distinguersi come”. Naturalmente esiste un’eccezione: il verbo essere esiste al presente solo alla 3 persona singolare nella forma di: есть, e si usa sia per la costruzione del possesso (vedi punto 6) sia semplicemente per formulare o rispondere alla domanda: “c’è?” (è sottointeso sempre: a chi?)
3) CI SONO 3 GENERI
In russo, come in latino e greco ad esempio, ci sono 3 generi: maschile, femminile e neutro (letteralmente, in lingua russa, il genere neutro si chiama “medio”, средный род). Il fatto che una parola sia di genere neutro vuol dire necessariamente che è inanimata, ma parole inanimate esistono in abbondanza anche di genere maschile e femminile; occorre dunque dimenticare quasi totalmente l’italiano nel classificare una parola come maschile femminile o neutra, perché in russo le cose stanno diversamente. Ad esempio, per i russi le parole “programma” (программа) e “amore” (любовь) sono femminili, la parola “matita”(карандаш) è maschile, la parola “finestra”(окнo) è neutra.
Per distinguere un genere e applicare poi la relativa declinazione si deve guardare la terminazione della parola.
-Genere maschile  (мужской род)
Generalmente, le parole maschili terminano in consonante (стол, студент, отец) ma esistono anche parole maschili che terminano con consonante più segno molle (словарь, учитель, день) oppure con la й preceduta da vocale (музей, герой, соловей). Infine ci sono alcune parole maschili che terminano in -a, -я, -ья come le femminili, si declinano come le femminili ma indicano persone di sesso maschile (папа, мужчина, дедушка, коллега).
-Genere femminile  (женский род)
Le parole femminili terminano in -a e in -я (мама, тётя, луна, школа, неделя, семья) oppure in consonante + segno molle (любовь, дочь, дверь)
-Genere neutro (средный род)
Le parole neutre terminano in -o (окно, место, дело, молоко) , oppure in -e, -ье, ьё, ие  (море, поле, платье, бельё, здание) infine in -мя (имя, пламя, время).
-Parole invariabili
Ci sono parole neutre che non si declinano, generalmente di origine straniera: такси, метро, пальто, кафе, бюро.
4) CI SONO 6 CASI
Nuovamente come in greco antico e latino, in russo ci sono i casi (падежи) e le relative declinazioni (склонеиия). In questo modo in russo non occorre usare le preposizioni, basta semplicemente declinare la parola nel caso che occorre. Esistono sei casi in lingua russa:
-NOMINATIVO (именительный падеж) risponde a: chi? che cosa? ed è il caso del soggetto
-GENITIVO   (родительный падеж) risponde a: di chi? di cosa? ed esprime il complemento di termine
-DATIVO   (дательный падеж) risponde a: a chi? a che cosa? ed esprime il complemento di termine
-ACCUSATIVO   (винительный падеж)risponde a: chi? che cosa? ed è il caso del complemento oggetto
-STRUMENTALE   (творительный падеж) risponde a: con chi? con cosa? e può esprimere complemento predicativo oppure di materia, strumentale
-PREPOSITIVO   (предложный падеж) risponde a: di chi? di che cosa? ed esprime il complemento di argomento.
-Bisogna osservare subito che in russo esiste una distinzione grammaticale tra sostantivi che indicano persone animate (dunque anche animali) oppure oggetti inanimati. Questo si ripercuote sul caso ACCUSATIVO, che cambia a seconda del nome che indica. Se il nome indicato è animato, esso all’ACCUSATIVO sarà UGUALE AL GENITIVO, sia al singolare, che al plurale; se il nome, invece, è inanimato, l’accusativo sarà uguale al NOMINATIVO sia al singolare che al plurale.
5) CI SONO 3 FORME dei 3 tempi verbali principali: presente, passato e futuro.
In russo esiste una sola forma per il tempo presente, per il passato e per il futuro. Il congiuntivo e il condizionale si esprimono, ma non con una particolare coniugazione (vedremo poi che, come per l’inglese, il condizionale si esprime con la forma verbale al passato).
Esistono poi i tempi, come in italiano, di INFINITO, GERUNDIO, IMPERATIVO e PARTICIPIO.
6) LA COSTRUZIONE DEL POSSESSO
Il verbo avere in russo si esprime, come in latino, con la formula “a me è” у меня есть…, costruita usando la particella y seguita dal caso GENITIVO e dal caso NOMINATIVO della cosa che possediamo, che dunque è soggetto della frase- e questa è una delle uniche situazioni in cui si usa il verbo essere al presente есть (esiste solo in terza persona e da usare come ausiliario).
Vediamo un esempio: у меня есть книга io ho un libro, lett: “a me è un libro”
у него есть карандащ   lui ha una matita, lett: “a lui è una matita”
у родителей есть квартира, i genitori hanno un appartamento, lett: “ai genitori è un appartamento”.
Naturalmente anche in questo caso si può usare un verbo che esprime possesso: il verbo иметь. Si tratta di un’alternativa alla costruzione del possesso come indicato sopra, e significa “possedere”.
7) LE COPPIE ASPETTUALI di PERFETTIVO e IMPERFETTIVO
Forse uno degli aspetti più complessi del russo è la distinzione nei verbi tra la forma PERFETTIVA (совершенный вид) e IMPERFETTIVA (несовершенный вид). Su questo aspetto tornerò diffusamente perché è davvero ostico da comprendere e da usare correttamente per gli italiani (come per tutto il resto del mondo, perché è una formula che hanno solo i russi). Ogni verbo in russo ha due forme, chiamate “coppia aspettuale”: quella perfettiva e quella imperfettiva, che a loro volta devono essere applicate ai tempi verbali.
Queste forme generalmente si ottengono aggiungendo un prefisso ad un verbo, ad esempio il verbo “leggere”читать, imperfettivo, ha la sua forma perfettiva in: прочитать.
Il presente ha solo la forma imperfettiva, mentre gli altri tempi verbali hanno sia quella perfettiva che quella imperfettiva. Si tratta del modo per esprimere in russo sfumature linguistiche (tutt’altro che superflue) riguardo all’azione verbale: se un’azione è in fase di processo, continuativa, o ripetuta più volte si usa la forma imperfettiva, se un’azione ha prodotto un risultato, è compiuta o è accaduta una sola volta, si usa la forma perfettiva. Questo in il linea molto generale. Le domande che possono sorgere sono davvero molte, perciò rimando ad una spiegazione esaustiva nel mio manuale.

3 Risposte a “Lezione 2”

  1. Come libri di grammatica mi sono comprata (dopo un’ attenta nalisi) “Grammatica Russa” di Claudia Cevese, Julia Dorovolskaja, Emilia Magnanini ed. Hoepli. Che ne pensi? A me piace, la trovo completa, esaustiva e soprattutto chiara. Tuttavia, poichè avevo bisogno di avere una visione d’insieme più immediata e fruibile, anche io ho acquistato “Russo facile” di A. Gancikov. Interessante la tua personale visione circa l’assenza del verbo essere al presente… con tutte le difficltà che sto affontando col russo, mi mette di buon umore. 🙂

    1. Ha ha! Sì, il verbo essere al presente è uno degli aspetti più simpatici e affascinanti della grammatica, secondo me. Mi ha colpito da subito. Anch’io avevo preso un manuale di russo facile dello stesso tipo, GRAMMATICA RUSSA facile, ed è stato illuminante. Meglio infatti partire dalle cose semplici che complicarsi la vita con libroni destabilizzanti.

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