Lezione 1

PASSO 1- Cominciamo dall’ABC, anzi…dall’А, Б, B

Ok, partiamo dall’alfabeto cirillico russo. Favoloso, con quelle sue lettere che ricordano un po’ il greco antico. Informazioni basilari al riguardo si possono reperire su Wikipedia, banalmente: http://it.wikipedia.org/wiki/Alfabeto_cirillico
Premetto che c’è una grossissima ed insidiosa difficoltà nascosta dietro quelle affascinanti iscrizioni, ovvero…la differenza consistente tra lo stampatello ed il corsivo. Mentre lo stampatello maiuscolo e minuscolo (quello dei libri) sono molto chiari, il corsivo russo è un vero dramma. Molte lettere si assomigliano e all’inizio vi sembrerà di non capire assolutamente nulla, ma non voglio scoraggiarvi. C’è poco da fare, bisogna impararlo, provare a scriverlo e non crucciarsi se non riusciamo a capire la scrittura altrui (persino la propria inizialmente sarà incomprensibile!). Questo dipende semplicemente dal fatto che ignoriamo alcune parole, perciò non riusciamo ad indovinare se un certo segno sta per “m” o per “i”, perché non lo deduciamo dal contesto. Un’altra premessa scoraggiante riguarda gli accenti. Le parole russe hanno naturalmente un loro personalissimo accento, (udarènie, ударение, dalla parola russa udàr, удар =colpo, accento appunto) che non è possibile dedurre se non imparandolo in ogni parola a memoria. Dall’accento dipende anche la pronuncia, perché, in particolare a Mosca, la lettera “o” viene pronunciata come una sorta di “a” o un misto tra “a” e “o” se e solo se NON è accentata. Ad esempio, la parola собака (=cane) si pronuncia “sabàka”, in quanto l’accento non cade sulla “o”. La parola молоко (=latte) si pronuncia “malakò” in quanto l’accento cade sull’ultima “o”, che rimane dunque invariata a livello di pronuncia, ma le altre due “o”, non essendo accentate, si pronunciano come una sorta di “a”(per essere precisi, più la lettera O si trova lontana dall’accento, più diventa quasi muta: la si pronuncia appena, dunque latte si direbbe: “mlakò”).

Anche questo è un aspetto piuttosto strano della lingua russa, che normalmente sorprende (per lo meno, io ero perplessa), ma poi ci si fa l’abitudine e diventa qualcosa di automatico.
Ma vediamo nel dettaglio l’alfabeto, composto di 33 lettere di cui:
-21 consonanti: б, в, г, д, ж, з, к, л, м, н, п, р, с, т, ф, х, ц, ч, ш, щ.
-La lettera й è considerata una semi-consonante.
-10 vocali: а, э, ы, у, о, я, е, ё, ю, и.
-Segni di per sé afoni: il “segno molle” (ь) chiamato мягкий знак  e il “segno duro” (ъ) chiamato твёрдый знак. Troverete la spiegazione approfondita di questi segni al punto 4 qui sotto.
-4 dittonghi (Я-ya, Ю- iu, Ё- yo, Е- ie- quest’ultimo non è un vero e proprio dittongo ma per questioni di pronuncia lo considererei tale)
Vorrei far notare che le principali difficoltà derivano da:
1) Confusione del suono della lettera B, che si pronuncia “V” invece che “b” come per noi. La lettera Б, invece in russo è il segno corretto per pronunciare il suono “b”.
2) Confusione tra il suono della “s” dolce, espresso dal segno “С”, e della “s” dura, espresso dal segno “З”. Poiché in italiano abbiamo un unico segno che indica il suono “s”, e si può pronunciare sia in modo dolce, come in “santo”, che duro, come in “caso”, a seconda anche dei dialetti, molto spesso noi italiani tendiamo in russo a non fare differenza di pronuncia tra queste “s”. Per loro invece è molto importante, perciò bisogna fare attenzione. Ugualmente, in italiano abbiamo un’unica lettera, la zeta, per indicare indistintamente il suono duro, come in “ozio” o molle, come in “Zara”. In russo no. Per il suono duro esiste una nuova lettera specifica, la Ц; per il suono molle, come già detto, si usa invece il segno “З”.
3) Pronuncia del suono “Ы”, che si scrive con due lettere ma si pronuncia con un’unica, gutturale, difficile emissione vocale che sta tra la “i” e la “u”. Il suono richiama quello di certe vocali tedesche con la dieresi o anche del dialetto milanese, ma dimenticate quelle pronunce. Il suono russo ы ha la sua specifica e peculiare pronuncia, e non resta che esercitarsi (si, è buffo, lo so) a produrre questo nuovo suono con la lingua e il palato. Personalmente, ci ho messo 6 mesi a dirlo correttamente e a farlo automaticamente entrare nella mia pronuncia del russo.
4) Difficoltà con il segno molle e il segno duro. Eccoci ad un punto che odio e amo, i magnifici segni afoni. Partiamo dal segno molle, il мягкий знак, espresso dalla letterina “b”. Di per sé, preso da solo, non ha suono, ma riesce a modificare quello della consonante che lo precede, rendendola più morbida (di qui il suo nome). Per i russi è molto importante pronunciarlo correttamente, altrimenti potrebbero persino non capire certe parole. Ad esempio, prendiamo la parola lunedì- in russo понедельник. Si pronuncia “panedélnik”, ma fate attenzione: il suono “l” dev’essere pronunciato come il nostro “gl”, in virtù del segno molle ь che segue la Л. Ugualmente, questo segno addolcisce la consonante “T”, e per esempio tutti i verbi russi all’infinito, che terminano con T e segno molle, la  T si pronuncia non attaccando la punta della lingua al palato (il suono in questo modo risulta molle, una sorta di “th”-“ch” inesprimibile per iscritto).
Il segno duro, твёрдый знак, invece, sta tra una consonante e una vocale per indicare che la consonante non va palatalizzata, e che la vocale che precede va preceduta dal suono “i”. Qui nessuna grossa difficoltà di pronuncia. La parola объявление, annuncio, si pronuncia scandendo bene: “abyavlénie”.
5) Un altro suono nuovo è quello della semiconsonante й, detta и краткая, cioè “i”breve. Si pronuncia come una i rapidamente e ben scandita. Allunga la “i” russa, ad esempio in Кандинский, Kandinskij, in cui dovreste pronunciare due volte il suono “i”, di cui la seconda volta in modo più breve.
6) Un’altra cosa che colpisce da subito è l’estinzione del segno ё. Questo segno, che si pronuncia con il dittongo “yo”, sempre accentato, è praticamente scomparso dalla stampa russa per questioni economiche (la dieresi in cima ha un costo di stampa!) ma anche perché ritenuto pleonastico. ATTENZIONE: è scomparso il segno grafico, ma non la lettera in sé, né la sua pronuncia. Personalmente trovo tutto ciò molto triste, perché a me sta simpatica quella “e” con i due puntini sopra, ma soprattutto mi aiuta a capire come pronunciare una parola. Dal momento che, però, lo incontrerete pochissimo, perché ormai è stato reso identico alla lettera “e” (che in russo si pronuncia quasi sempre “ie”) l’unica cosa da fare, di nuovo, è imparare a memoria le parole russe che lo contengono, e sapere che a volte bisogna pronunciare una determinata “e” non come “ie” ma come “yo”, tutto ciò deducendolo unicamente dal contesto o dalla conoscenza della singola parola.
7) I gruppi di lettere его, ого quasi sempre si pronunciano non come sembrerebbe “ego”, “ogo”, ma: “evo”, “ovo”, ovvero la lettera Г, inspiegabilmente, si pronuncia come la B. Anche questa regola va semplicemente assunta come tale e memorizzata. Sicché l’espressione: “она его любит”, lei lo ama (lei ama lui) si pronuncia: “anà ievò liùbit”.
8) Il suono X si pronuncia come la “h” aspirata, simile al tedesco. Ad esempio хорошо, bene, si pronuncia “harashò”, aspirando l’acca iniziale.
9) La lettera “E” va distinta dalla lettera “Э” in quanto la prima si pronuncia come il dittongo “ie”, mentre la seconda come una normale “e”aperta.
10) Infine, la difficilissima distinzione di pronuncia tra la lettera Ш e la lettera Щ con il gambetto a destra. Anche in questo caso personalmente ho impiegato mesi per assimilarla. I russi, se pronunciate la prima uguale alla seconda se ne accorgono, perciò fate attenzione a distinguerle. La prima si pronuncia “sh”, in modo rapido e pulito, mentre la seconda è più lunga: “shh” e sembra quasi che si pronunci, dopo la “h”, una flebile “i” o un “ch”.

CARATTERE STAMPATELLO E CORSIVO TRASLITTERAZIONE
ISO 9:
TRASLITTERAZIONE
ANGLOSASSONE
PRONUNCIA
А а А а A A a
Б б Б б B B b
В в В в V V v
Г г Г г G G g di “gatto”; v nei gruppi “-егo” e “-огo”
Д д Д д D D d
Е е Е е E Ye, E ie di “ieri”
Ё ё Ё ё Ё Yo io di “iota”, sempre accentata
Ж ж Ж ж Ž Zh j del francese “jardin”
З з З з Z Z s sonora di “sbaglio”
И и И и I I i
Й й Й й J J i breve, come in “iato”
К к К к K K c dura di “casa”
Л л Л л L L l
М м М м M M m
Н н Н н N N n
О о О о O O o
П п П п P P p
Р р Р р R R r
С с С с S S s sorda di “sì”
Т т Т т T T t
У у У у U U u
Ф ф Ф ф F F f
Х х Х х CH Kh ch del tedesco “achtung”
Ц ц Ц ц C Ts z sorda di “ozio”
Ч ч Ч ч Č Ch c dolce di “ciao”
Ш ш Ш ш Š Sh sc di “scivolo”
Щ щ Щ щ ŠČ Sch come il precedente, palatalizzato
Ъ ъ Ъ ъ “segno duro”, non palatalizza la consonante precedente (la consonante non ha particolarità nella pronuncia)
Ы ы Ы ы Y Y “ery”, “i” centrale, pronunciata alzando il corpo della lingua verso la sezione centrale del palato
Ь ь Ь ь “segno debole”, palatalizza la consonante precedente (la consonante deve essere pronunciata con il corpo della lingua che tocca la sezione alveolare del palato)
Э э Э э Ė E e di “ecco”
Ю ю Ю ю JU Yu iu di “iuta”
Я я Я я JA Ya ia di “iato”

7 thoughts on “Lezione 1

  1. Trovo molto utili le tue lezioni di russo. Dopo aver provato in maniera solitaria e senza audiovisivi due decenni orsono, di apprendere i rudimenti della lingua, mi hai finalmente riacceso la curiosità, sopita dalle difficoltà oggettive e dalla carenza di tempo. La tua passione è contagiosa.

    • Grazie, Maurizio. Mi fa piacere scoprire che le mie lezioni interessano e coinvolgere nella mia passione per il russo! Non le aggiorno da un po’, ma vedrò presto di inserire nuovi contenuti e andare avanti! Spero che un giorno potremo sostenere insieme una conversazione po-russki! A presto!

  2. Gentilissima Valentina Moretti,
    interessanti le tue lezioni di russo ! Sto anche seguendone alcune su youtube , quelle di Tatiana Albiasova ed adesso ne ho trovate altre a cura di Taniuska !
    Ma i complimenti più vivi te li faccio per il tuo articolo di commento al grande inquisitore che conoscevo bene per averlo letto diverse volte.
    Grandissimo Dostoevskij !

    • Gentile Maurizio, grazie davvero per aver dato un’occhiata alle mie lezioni e averle trovate interessanti. Per ora ne ho inserite poche, ma conto di ampliarle a breve. Ugualmente, è proprio l’apprezzamento sull’articolo sul Grande Inquisitore a farmi più piacere, in quanto, da fan accanita di F.M.D., per me è sempre bello vedere che “non sono sola” e che il suo genio è sempre vivo nei nostri pensieri!

  3. Molto chiare le tue descrizioni sulla pronuncia! Per me che sono all’inizio, sono state molto chiarificatrici.
    E’ una lingua veramente poco “razionale”, con pochissime regole e tantissime eccezioni, basata su suoni per niente sonori (nemmeno le vocali) come invece è nell’italiano o nell’inglese, bensì sordi e chiusi. In questo momento la questione degli accenti mi assilla e a volte (presa dallo sconforto) mi chiedo se tutti questi sforzi di memoria per assimilare più vocaboli possibile e quindi… per imparare i suoni corretti, facciano veramente bene al mio cervello. 🙂 🙂 🙂

    • La questione degli accenti è in effetti uno degli aspetti più spinosi della lingua. Tutt’ora, se non conosco una parola, non ho idea di dove vada l’accento e vado per intuizione o analogia con altre simili. Resta il fatto che sono del tutto imprevedibili e non c’è una regola. L’unica cosa possibile è imparare i vocaboli a memoria. Arriverai ad una soglia che ti consente di svolgere le attività più comuni, di capire e farti capire (200 vocaboli circa). Il russo è essenzialmente uno sforzo di memoria, ma non solo, ahimè! Entrare nella mentalità che sta dietro la grammatica è un altro aspetto fondamentale e difficilissimo. I verbi di moto, il perfettivo e l’imperfettivo, le sfumature dei verbi in base ai prefissi sono tra gli aspetti più ostici in assoluto. La pronuncia viene con il tempo: all’inizio è impensabile riuscire a pronunciare correttamente i finali dei verbi all’infinito, il suono щ, il suono ы, i cambiamenti di pronuncia dati del segno molle ecc. Non diventarci matta, i russi ti capiranno ugualmente anche con una pronuncia approssimativa (ma non sempre!). Io trovo che in generale abbia una sua musicalità e morbidezza, non credo sia così chiuso come tu lo definisci. Vedrai che, con pazienza e tenacia, ti diverrà familiare! In bocca al lupo!

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