L’esperienza di Susanna

Imparare il russo a Milano? Si può.

Il russo è una lingua così difficile da richiedere grande dedizione. L’ostacolo maggiore per chi vuole impararlo è dato dagli impegni lavorativi quotidiani e dai costi di eventuali corsi all’estero. Si può imparare il russo a Milano, con un budget basso? A quanto pare sì. Basta volerlo ed esserne all’altezza. E’ di questa esperienza che ci parla Susanna Bernardi, classe 1983, laureata in Lettere Classiche, impiegata amministrativa nel reparto contabilità.

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Susanna Bernardi al lavoro

  • Domanda classica ed inevitabile. Perché hai deciso di studiare russo?

Una delle cose più belle per cui si inizia a studiare una lingua è la letteratura e la cultura che ne sta alla base. Nel caso del russo, già solo guardando ai grandi romanzi di Dostoevskij e Tolstoj, mi è venuta voglia di imparare la lingua. Senza contare che mi affascinava l’alfabeto cirillico. Avendo studiato al liceo quello latino e greco, all’università ebraico biblico e sanscrito, mi mancava solo il cirillico, che almeno non è una lingua morta!

  • Che scuola hai trovato qui a Milano? Com’è andata?

Mi sono iscritta alla Scuola Civica Casati, dove propongono lezioni comunali serali (181 euro 60 ore). Una mia conoscente, tramite un comune amico russo, mi ha consigliato questa scuola, che lei stessa aveva frequentato. La cosa migliore è scegliere un professore madrelingua italiano per i primi livelli, mentre dal 4 in su è consigliabile con un madrelingua russo (in tutto ci sono 6 livelli). Il consiglio è stato giusto: mi sono trovata molto bene, sia con gli orari (dalle 18 alle 20), sia con la didattica. La scuola ha anche una biblioteca dove si possono noleggiare dvd e libri, ma è più fornita per altre lingue. Sul russo non è il massimo.

  • Quali sono le difficoltà più grandi che hai trovato e quali invece le cose che ti aspettavi più impegnative?

Il professore ci ha fatto imparare sia lo stampatello che il corsivo. Inizialmente ero spaventata vedendo il corsivo. In realtà, mi sono abituata quasi subito allo shock dell’alfabeto. Mi aspettavo che fosse più difficile. Il consiglio che darei, è spiegarsi mentalmente ogni volta il perché di certe regole grammaticali, in modo che risultino meno ostiche (ad esempio nei verbi di moto o nell’uso dell’imperfettivo e perfettivo). La cosa invece che avevo sottovalutato era l’uso dei casi. Già conoscevo la struttura dei casi grazie al greco e latino, ma non li avevo mai usati in una conversazione. E’ complicato per noi italiani doverli usare mentre si parla, perché non viene automatico. Bisogna ogni volta pensarci, e non c’è nulla cui appigliarsi. La cosa più difficile è che i casi degli aggettivi hanno desinenze diverse da quelli dei nomi, oppure hanno certe terminazioni uguali, ma una al singolare, l’altra al plurale, perciò è facile confondersi.

  • Consiglieresti di studiare russo, e se si, come?

Consiglierei di studiare russo, ma non da soli. E’ una lingua che, soprattutto per la pronuncia, richiede conversazioni con madrelingua o con persone che lo parlano molto bene. Solo tramite i libri non è possibile impararlo in maniera comprensibile, inoltre i manuali hanno generalmente pochissime spiegazioni delle differenze con la nostra lingua italiana. Il professore in classe spesso fa l’analisi logica dei complementi, mentre i russi non sanno neppure cosa siano (per loro è automatico usare i casi, e non fanno l’analisi logica come accade nelle scuole italiane). Simili lacune possono essere colmate solo con una lezione spiegata da un italiano che parla russo.

La gente coltiva degli hobby per passare le domeniche. Tra tutti gli hobby inutili che si possono trovare, credo che studiare una lingua sia il modo più intelligente per impiegare il proprio tempo.

  • Quali sono i tuoi prossimi obiettivi in questa direzione?

Vorrei finire tutti i livelli, fino al sesto (corrispondente al C1). Dicono poi che per il settimo (corrispondente al C2 della certificazione internazionale TORFL) si debba andare in Russia, perché la scuola si ferma al livello avanzato, cioè livello 3 del TORFL (C1). La mia massima aspirazione sarebbe andare lì e conseguire il certificato. Ho anche intenzione di visitare la Russia, ovviamente. In più, dato che non amo il mio lavoro attuale, mi piacerebbe riuscire, con la conoscenza del russo, a trovare un lavoro che sia più creativo e un po’ meno legato al computer, magari in centro a Milano.

  • Credo che non avrai difficoltà a trovarlo. La lingua russa è molto richiesta e apprezzata. Cosa ne pensi dei russi? 

Se si pensa ai russi nello stereotipo, sono capaci di grandi cafonaggini ma anche di grandi rivoluzioni. Sono un popolo di alcolizzati beceri, ma hanno un’enorme identità nazionale. Se si pensa al campanilismo italiano, agli odi tra regioni e piccoli paesi, e a come un territorio vasto come la Russia sia coeso, è impressionante. Gli italiani nel mondo si vergognano della loro politica, mentre i russi hanno un orgoglio e un patriottismo ammirevole. Sicuramente notano anche i problemi del loro paese, ma sempre con rispetto. Credo che la cifra più propria della Russia sia la grandezza- territoriale e del pensiero.

  • E della situazione odierna con l’Ucraina?

Guardandola dal punto di vista degli abitanti, si potrebbe dire: se vogliono entrare in Russia, perché non possono farlo? Ovviamente la Russia è d’accordo all’annessione di città come Donetsk, perché coglie la palla al balzo. Dal punto di vista legale- giuridico dello stato ucraino, il volere degli abitanti non dovrebbe avere questa rilevanza. Si parla di togliere dei territori ad uno Stato, e peraltro quelli più redditizi dal punto di vista delle industrie e della ricchezza di materie prime! Non me la sento però di condannare i russi, perché naturalmente fanno i loro interessi, come qualunque stato. Senza contare che “il pesce è saltato da solo nella loro rete”: hanno cominciato in Ucraina la protesta. Per quanto riguarda la posizione dell’Italia rispetto al conflitto, guardando al mero guadagno dovrebbe sostenere i più forti, cioè la Russia (altrimenti addio gas). Dal punto di vista della coerenza geo-politica, dovrebbe invece sostenere l’Ucraina, mettendosi nei suoi panni. Di base, dovrebbe seguire le posizioni europee, non essendo un Paese con una rilevanza tale da potersi permettere di fare la bastian contrario. Ad ogni modo, torniamo a parlare dello studio della lingua, che è meglio!

Su una cosa non c’è dubbio: a Susanna sta riuscendo alla grande. In meno di un anno, il suo livello di russo è già notevole. Mi sento quindi di rivalutare, come consiglio per i neofiti, un corso iniziale in Italia, per un approccio grammaticale completo e più soft, e quindi di progettare la campagna di Russia dopo un training italiano.

Per il momento, in bocca al lupo a Susanna!

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