La colazione con pane nero di Fedotov

Forse anche a voi sarà capitato di fare colazione con del pane, quando nel frigo non c’è davvero niente di appetitoso. Certo che un piccolo pezzo di pane come unico pasto del mattino non è proprio l’emblema dell’abbondanza e della ricchezza, specialmente in un mondo dove questi aspetti avevano un valore assoluto- il nostro mondo, in questo senso, non è dissimile da quello russo dell’Ottocento, in cui ogni persona aveva valore innanzitutto in base alla sua posizione nella scala sociale; dove ogni più piccolo dettaglio dell’abbigliamento o del pasto rappresentava un biglietto da visita essenziale. Oggi esistono ugualmente scale sociali, oggi come ieri “l’abito fa il monaco”, l’unica differenza è che si sono centuplicati i codici di linguaggio in cui ogni persona, abbigliandosi (dunque indossando una maschera), intende comunicare al mondo esterno una precisa immagine di sé. Alla galleria Tretaykovskaya di Mosca, la più famosa e nota esposizione permanente di dipinti russi moderni, si trovano  dipinti davvero interessanti di Fedotov su questo tema, uno dei quali in particolare mi ha colpito. Fedotov, pittore di famiglia poverissima, morto a 37 anni per una malattia “degli occhi e dell’anima”, fu un grande esponente del realismo pittorico. Il filo conduttore delle sue opere è quello della menzogna, l’illusione, l’ipocrisia: aspetti che caratterizzavano la decadenza del mondo nobile russo della sua epoca, la prima metà dell’Ottocento. Nel 1861, lo zar Alessandro II abolirà la servitù della gleba, privando i nobili di un privilegio ormai obsoleto, e portando la crisi dell’aristocrazia verso il suo culmine. Già all’epoca di Fedotov erano percepibili ridicoli paradossi che vedevano aristocratici disperatamente aggrappati al loro titolo di sangue, ma senza un copeco per comprarsi abiti nuovi o un pasto completo. Il dipinto “La colazione di un aristocratico” illustra questa comune ed imbarazzante situazione in maniera magistrale e curiosa. Nel quadro vediamo quello che, formalmente, è un aristocratico, nella sua bella casa con mobili pregiati e tappeti, in vestaglia e copricapo, con il suo cagnolino bianco, che sta facendo “colazione” con un pezzo di pane nero, quando all’improvviso bussano alla sua porta. L’uomo è ritratto con la testa rivolta verso l’ingresso e la nuova visita inaspettata, mentre con la sua mano destra si accinge a coprire  il misero pezzo di pane della sua frugale colazione, usando la prima cosa che gli è capitata a tiro, ovvero un libro. Questo gesto di occultamento della sua decadenza, della povertà in cui da tempo è incappato, è buffo e assai ironico, ma esprime il dramma che attraversava l’aristocrazia russa dell’epoca, intrappolata in un sistema vecchio e rigido di privilegi e caste che iniziava a stridere e scontrarsi con le nuove esigenze e il nuovo sistema sociale ed economico, che avrebbe portato alla Rivoluzione del 1917. L’attualità straordinaria di questo dipinto è proprio nel fatto che oggi le cose non sono poi molto diverse. Se al mattino, a casa vostra, all’improvviso e senza invito vi sorprendesse un ospite indesiderato, non nascondereste anche voi le tracce che vi possano dipingere ai suoi occhi come un fallito?

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