Dio esiste? Chiediamolo ad Ivan Karamazov

Dio esiste? Ivan Karamazov e una delle migliori argomentazioni dell’impossibilità morale dell’esistenza di Dio, emblema dell’ateismo ottocentesco Continue reading

La felicità è stupida

La felicità è stupida. Le poesie di Esenin e il concetto di felicità: appannaggio delle persone semplici o rarità, serenità e calma o potenza delle emozioni? Continue reading

La fine di un amore nelle poesie russe

La fine di un amore nelle poesie russe di Puskin, Esenin, Ogarev Continue reading

Brodskij, la neve e il tempo fermo

Brodskij, la neve e il tempo fermo: la poesia “Sei anni dopo”, dove il romanticismo russo si mischia ad un’immagine del tempo, della convivenza amorosa, della routine Continue reading

L’oblomovismo e il regno della profondissima quiete

L’oblomovismo e il regno di profondissima quiete: la scelta esistenziale di Oblomov nel celebre romanzo di Goncharov Continue reading

Il quarto fratello Karamazov

Il quarto fratello Karamazov, sottovalutato fino alla fine, è Smerdjakov, “Il contemplatore” Continue reading

La donna dormiente tra parole e dipinti

L’immagine di una donna che dorme è divenuta, per il suo essere così delicata e suggestiva, un topos letterario e non solo: è un simbolo degno d’esser reso eterno dalle parole e dalla pittura. Nell’immaginario collettivo, la donna dormiente è simbolo d’attesa e di sospensione: immobile ma non morta, è in pausa, sospesa, indifesa- basti pensare alla fiaba della “Bella … Continue reading

Il poeta Derzhavin, conservatore e sovversivo

Il nome Derzhavin campeggia in Russia in molte strade, università, scuole ed è considerato un grande poeta della seconda metà del Settecento, esponente del classicismo. Vorrei però evidenziare che etichettare Derzhavin come conservatore potrebbe essere superficiale, poiché i suoi versi racchiudevano un pensiero insolito per l’epoca, a volte addirittura sovversivo. Derzhavin era di origini tatare. Chi sono i tatàri? Con il termine si intende un’etnia … Continue reading

Un romanzo, un ritratto, uno sguardo

Roland Barthes sosteneva ci fosse un legame particolare tra fotografia e morte. Le fotografie, secondo il filosofo, sono immagini della morte perché evocano immediatamente ciò che non c’è o che non ci sarà più, rendendolo per sempre fermo, imbellettato: morto. Non a caso si dice “immortalare”: è rendere immortali, ma paradossalmente anche già morti. E i ritratti, invece? Anche i ritratti … Continue reading

L’insostenibile frustrazione dello scrittore

Questa è una storia poco allegra, ma onesta. Una storia dedicata a tutti coloro che sognano di diventare scrittori. E’ la storia di un fallimento a metà (qualcosa di microscopico sono riuscita ad ottenerlo. Contando che sto sviluppando interesse per le particelle subatomiche, è già una buona cosa). C’è chi non riesce neanche a farsi pubblicare un aforisma, chi deve pagare … Continue reading