24 aspetti tipici della Russia che tanto amiamo

La Russia e i territori dell’ex Unione Sovietica, nella mentalità occidentale, sono assai stereotipati. La Russia è vista come una landa misteriosa e lontana dove ci sono gli orsi, il freddo, le prigioni siberiane, i Tupolev e chi più ne ha più ne metta. Chiaramente, città come Mosca e San Pietroburgo smentiranno immediatamente ogni pregiudizio in questo senso, ma se ci si sposta un tantino più in là… ecco che i genuini, affascinanti stereotipi tornano alla ribalta e hanno ragione d’essere. In fondo, quando visitiamo la Russia, è proprio di questo che abbiamo bisogno: di riferimenti iconici e forti. Ecco 24 aspetti che solitamente lasciano interdetto un italiano (le principali differenze con il nostro paese), in senso positivo o negativo:

1) LE CASE: in molte case gli androni, l’ascensore (se c’è), i corridoi ecc sono lasciati allo stato brado, letteralmente fatiscenti e maleodoranti. In Russia (in particolare in Ucraina) non c’è portineria e non c’è manutenzione condominiale. Punto. D’inverno, si sa, le temperature non sono morbide, perciò vi capiterà sovente di vedere i tipici balconi veranda, ricoperti di una sorta di scatola di plastica trasparente, dove potrete stendere comodamente i panni e godervi lo spettacolo di una tormenta di neve al riparo totale.

2) I TRISTI PARCHI GIOCHI: classici, sgangherati, di ferro arrugginito, di indicibile tristezza, ce n’è uno nel cortile interno di ogni complesso residenziale, fatto di varie domà, palazzine (anch’esse, in molti casi, in stile sovietico). Quanto li amiamo!

3) IL THE: non è la Cina, non è l’Inghilterra, ma in Russia il consumo di the è del tutto pari a questi paesi. Il the è un vero e proprio rituale che va dal samovar in cui bollirlo al the nero forte siberiano (cifir). Per chi lo ama, son soddisfazioni vederlo servire nelle discoteche e nei locali più trendy come fosse un mohito. Generalmente è visto come una beata panacea che risolve ogni male: hai mal di stomaco? Beviti un bel the nero. Ti senti stanco? Bevi un bel the nero, e così via.

4) L’AUTOSTOP: argomento spinoso per l’italiano medio, terrorizzato all’idea che in Russia si alzi una mano per strada e si fermino 10 auto sovietiche con guidatore abusivo, che per pochi rubli ti portano dove vuoi. Nessuno scandalo, nessuna sorpresa, in Russia funziona così, e non è nemmeno più di tanto pericoloso. La gente arrotonda portando a casa i passanti, è un mestiere come un altro.

5) I PRODOTTI ALIMENTARI: w il pesce secco salato in bustine da mangiare con la birra (lascia un alito pestilenziale), w gli shashliki (spiedini) in tutte le salse, w il formaggio salatissimo secco a filamenti, w la cucina georgiana, il kompot (succo ricavato da frutta cotta), w il formaggio russo a panetti che non sa di niente, il latte nelle buste di plastica, il kefir (jogurt), la smetana (panna acida),i pirogi ripieni che ti vendono per strada (e non si sa se son peggio freddi o scaldati al microonde e appiccicosi) i cioccolatini industriali che obiettivamente sono stantii e fanno schifo. Tutto questo ci piace tanto, ma proprio tanto, perchè fa Russia.

6) GLI EDIFICI ALLA GOTHAM CITY: bellissimi, imponenti, estremamente sovietici. Le 7 sorelle di Mosca (l’MGU, l’hotel Ucraina, il MID ecc..), dalle guglie appuntite, sono un vero e proprio gioiello architettonico, che in Italia non troveremo mai. Quando si stagliano su un cielo torvo verso le 7 di sera e iniziano ad illuminarsi, danno il loro meglio.

7) LE STRADE LARGHE E I SOTTOPASSAGGI: in Russia tutto è enorme, largo, ampio, spazioso e via di sinonimi. Attraversare strade già larghe con macchine che sfrecciano a mille non sarà facile, perciò ecco spuntare migliaia di sottopassaggi che spesso conducono anche alle fermate del metro. Nei sottopassaggi la gente, letteralmente, vive, troverete di tutto: artisti di strada, cibo, souvenir, quadri, negozi. Un piccolo mondo sotterraneo che quando fa freddo è molto utile.

8) LE BABUSHKI: le vecchiette con il tipico foulard in testa che vendono ortaggi colti dai boschi dei loro paesi limitrofi, ai bordi delle strade vicino ai metrò, sono una caratteristica tutta russa. Diamo qualche soldo a queste povere donne, compriamo le loro bacche e patate per pochi copechi (che, tra parentesi, sono anche buonissime).

9) GLI AEREI della PERESTROIKA: se vi spostate in città minori in aereo, vi può capitare un suggestivo aereo ad elica (aiuto!) preso in una ridente “stazione aeroportuale”(perchè, effettivamente, definirli aeroporti sarebbe azzardato). Se il vostro sedile è rotto e continua a sobbalzare, non fateci caso. L’importante è arrivare.

10) LE DONNE DEL MUSEO: su questo punto c’è un capitolo a parte. Un mistero meraviglioso dei musei russi è il fenomeno di osmosi tra le signore custodi dei quadri e le opere dietro di loro (musei consigliati per vederle al massimo delle loro performance: Hermitage a S. Pietroburgo e Galleria Tretyakov a Mosca). Chi ne vuole sapere di più e vederne qualche immagine, clicchi qui: http://nsmatrioske.altervista.org/custodi-dellhermitage/

11) IL MOMENTO CENA: se avete l’idea di proporre ai russi una pasta all’italiana, lasciate perdere. In Russia si dispone tutto sul tavolo a buffet e lo si lascia lì per ore, mentre si beve, si chiacchiera, si fanno tost (brindisi con discorso). Con estrema calma e abbondanza di cibo e alcool. La vostra pasta diverrà gelida, ma fatevene una ragione.

12) I LOCALI AMPI E QUASI SEMPRE VUOTI: ok, se prendiamo la discoteca o il bar più trendy del momento, forse a Mosca bisogna prenotare, ma in generale la caratteristica dei locali russi è la grandezza e l’assoluta comodità. Si trova quasi sempre posto e non esiste stare fuori (fa freddo) o stare in piedi. Ci si toglie il cappotto, ci si accomoda ad un tavolo e si comincia ad ordinare da mangiare, bere (e in molti casi anche fumare il kalian) fino a notte fonda. Un’altra tipica usanza è il karaoke.

13) LE CHIESE: le chiese russe sono meravigliose: un trionfo di cupole, oro, smalto. Alcune hanno addirittura l’incredibile caratteristica di essere interamente costituite di legno, come la splendida Chiesa della Trasfigurazione del Signore (Церковь Преображения Господня) a Kizhi, in Carelia.

14) LA METROPOLITANA di MOSCA: un vero e proprio capolavoro architettonico di epoca leninista, ogni stazione è un gioiello da scoprire, con sculture, marmi, lampadari e mosaici. L’italiano, oltre a restarne affascinato, da bravo guastafeste è così turbato da un tale spreco da continuare a pensare: ma era proprio il caso di fare una cosa così meravigliosa in una metropolitana? Ma davvero?

15) BAGNI: nelle case russe funziona così: c’è il water da una parte, in un intimo cubicolo, e il resto del bagno separato, in un’altra stanza. Soluzione da non sottovalutare, specialmente se non si vive da soli. I bagni pubblici, salvo rari casi, sono a pagamento. In alcuni casi, se si è fortunati, ci si può imbattere nel magnifico doppio cesso (cesso grande e cesso più piccolo, tutti insieme appassionatamente nella stessa stanza, per condividere momenti indimenticabili. Mi sono sempre chiesta se il cesso più piccolo fosse una versione avanzata del bidet o un water per nani). La chicca totale è la famosa carta igienica grigia, ruvida e senza buco. Perchè non tutte le carte igieniche escono con buco, si sa.

16) LE MACCHINE: arriviamo al punto chiave, tanto amato: le macchine russe. In Russia non ci sono mezze misure, e solo ora cominciano ad apparire auto di classe media. Colpisce l’enorme quantità di auto sovietiche (Lada, Volga, Zhigulì), solitamente con splendidi interni a tema peluche, mucca, plastica e sobri pendagli religiosi attaccati agli specchietti retrovisori, talmente sporche da essere del tipico color beige sabbia (non si capisce dove siano state per ridursi così, ad un rally nel Sahara?) oppure, all’opposto, il pullulare di Limousine o macchine da acchiappo di vario genere, posteggiate fuori dai ristoranti da 300 euro a testa.

17) IL MATRIMONIO: si sa che in Russia il trash è di casa. W donne con abitini succinti e tacchi 15, stilvaloni bianchi, top traforati, pettinature iperboliche e via dicendo. Il meglio di sé lo danno ai matrimoni: abiti bomboniera o da zarina inguardabili, invitati vestiti ancor peggio degli sposi, smoking improbabili, tagli di capelli con tipica frangia a mezza fronte e scarpe a punta cafone, griffe ovunque e foto ricordo vicino ai posti più turistici con l’inevitabile situazione della presenza di 4 matrimoni in contemporanea nello stesso posto. Ah, e naturalmente, l’immancabile Limousine.

18) LE POSE DELLE DONNE IN FOTO: collegato al punto 17, c’è il fatto che le donne russe per farsi fotografare si mettono in pose appariscenti e costruite vicino a qualunque cosa, ma soprattutto con i fiori. C’è dietro un preciso tipo di espressione consentita che va dall’impettito serio/sexy con bocca leggermente a culo di gallina ad un lieve sorriso provocante (mai mostrare i denti), e un tipo di posizione che prevede la gambetta lievemente alzata, la mano appoggiata ai fianchi, corpo e viso di tre quarti con faccia leggermente inclinata (per mostrar la lunga chioma), pancia in dentro e via dicendo. Anche questo punto merita un capitolo a parte, e un bravissimo giornalista che si trova in Russia si è dedicato a rivelarci i misteri di questo fenomeno, qui:https://medium.com/@paolostefanini/ma-perché-le-russe-si-fotografano-così-5cef665acce4

19) LA MUSICA ITALIANA RETRO’: se conoscete un russo, la prima cosa che vi dirà sarà: “aaah, italiano?” “Adriana” Celentano, Toto “Cutunnio”, Albano, “belissimo”. I russi sono veri e propri fan della musica italiana anni 60, l’unica che passava per le radio sovietiche. Ecco perchè artisti come quelli sopracitati (in particolare gli ultimi 2) ormai vivono di soli concerti in territori ex sovietici. Senza contare il recente fenomeno di Son Pascal, star napoletana in Kazakistan. Eh, son belle cose.

20) LA SCAMPAGNATA NEL BOSCO: i russi amano andare in camporella nei boschi, nella natura circostante a fare pic nic. Sono attrezzatissimi, si portano dietro di tutto, da fiumi di alcool a cibo vario da cuocere al momento. W il barbecue improvvisato, il falò con le uova, gli spiedini e via dicendo. Esperienza da non perdere per chi va in Russia.

21) LENIN: Lenin in Russia è ovunque, e così dev’essere. Non c’è cittadina russa che si rispetti che non ha una bella statua/testa di Lenin nella sua piazza principale. E poi vai di piazza o via Lenina, di busti ed effigi, targhe, memoriali. E facciamocela la classica foto da turista con Lenin, no?

22) SECURITY: in Russia la presenza costante di security per accedere a qualunque edificio risulta a volte vagamente inquietante. Guardie in divisa e pass per accedere a scuole, università, strutture anche piccolissime. Controlli estenuanti delle borse durante gli eventi. Metal detector per l’ingresso nei locali. La prudenza non è mai troppa.

23) CULTURA: si può dire tutto, ma quello che colpisce dei russi, anche tra i giovani, è il grande interesse collettivo per la cultura. I russi, generalmente, amano andare a teatro, leggono molto, sono appassionati di musica classica e opera, di letteratura e storia. Questa commistione della cultura nella vita quotidiana dai tempi del comunismo non si è persa e in molti casi è ancora notarne con piacere la presenza, specialmente a San Pietroburgo, dove tra mostre, musei, pièce teatrali c’è talmente tanto tempo da dedicare alla loro scoperta, da rimanerne estasiati.

24) PATRIOTTISMO: il russo sventola sempre una bandiera russa nelle manifestazioni collettive. Raramente criticano il governo, amano la loro patria in una maniera che all’italiano medio suona melensa e fuori luogo. Ma davvero girate con le magliette di Putin? Sì. E con orgoglio. W il patriottismo perduto da secoli in Occidente, W una grande nazione che è rimasta sempre compatta e guidata da leader carismatici e prestigiosi.

Ci sarebbe ancora molto da elencare, dal rito della sauna (баня) a quello della vodka, alle tradizioni e le differenze culturali tra certe regioni del nord o del sud, dell’est o dell’ovest… è incredibile come, nella sua straordinaria estensione territoriale, la Russia riesca ancora a configurarsi per gli stranieri come un luogo, tutto sommato, compatto e uniforme nelle sue tradizioni e nel suo spirito.

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